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Cos’è la curiosità in rete?

Forse il ruolo del graphic designer è uno dei pochi che non conosce sosta, mai. Per capire come funziona la sua mente, paragonatelo a uno scacchista: sembra fermo per dieci minuti, quindici minuti, mezz’ora, a volte più, speculare al suo avversario; gli occhi si spostano da una parte all’altra delle sessantaquattro case senza posa; poi finalmente prende fiato, muove un pezzo, tocca l’orologio per far partire il tempo dell’avversario, si sistema sulla sedia, torna a osservare e calcolare.

Questo è quanto succede esternamente; internamente a lui si sono giocate decine di partite tra sé e sé, si sono incrociate le sue forze e le sue debolezze, le sue preferenze e le sue perplessità, diramandosi secondo le diverse varianti che è riuscito a individuare nelle quali spesso la soluzione giusta è una – e segna la vittoria o la sconfitta.

Il graphic designer sembra, al pari, fermo davanti a un monitor; il suo cervello lavora senza sosta in una sorta di viaggio che significa la vittoria o la sconfitta del lavoro che ha gestito. Lo sentirà suo, i successi suoi, gli insuccessi anche; e per poter svolgere questa attività è necessario non solo che si muova correttamente alla sua scacchiera – che sono la tastiera, il mouse, a volte la tavoletta grafica – ma anche che si rifornisca di continuo di stimoli. Ecco che quindi è necessario non solo che sappia svolgere tecnicamente il proprio lavoro, ma anche che cerchi di continuo stimoli, in Rete e fuori. Viaggiare, visitare mostre d’arte, leggere, saper distinguere un Burri, uno Chagall, gli accostamenti cromatici di Kandinsky, studiare i libri di Munari, i manifesti di propaganda sovietica, le serie tv, i fumetti; tutto gli è di continuo stimolo per trovare una soluzione alla domanda fondamentale, ossia: come far sì che l’esperienza di fruizione dei contenuti sia la migliore possibile.

Non è cosa da poco, come sa chi poi deve rilevare le statistiche legate alla fruizione stessa: si conta, grazie a quello specifico lavoro – spesso silenzioso come quello di uno scacchista -, la voglia che avranno i frequentatori del sito di arrivare, di restare, di tornare; spesso, di acquistare.

Non è poco.

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