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Il Contest online o Concorso a premi

Il contest non è un gioco da ragazzi.

Bubble, da anni sul mercato dei social, sa cosa vuol dire creare un contest. E sa che il contest non è un gioco da ragazzi.

Prima di tutto: di cosa parliamo?

Il contest è una forma di coinvolgimento online sotto forma di gioco volta a promuovere la conoscenza del brand, o la fruizione di prodotti e servizi, e prevede incentivi che possono essere premi tangibili, servizi, sconti. Può essere di due tipi: o sotto forma di giveaway – chiunque si iscriva, per esempio a una newsletter, o chiunque condivide un post, o chiunque si mostra in foto con un prodotto particolare riceve un premio -, o sotto forma di contest vero e proprio – il premio, di certo più appetibile, è promesso solo a qualcuno, vuoi per abilità, vuoi via estrazione.

Tutto qui? Tutto qui! Ma come sempre accade su social che hanno una penetrazione contemporaneamente così vasta (Facebook sfiora i due miliardi di utenti nel mondo di cui 30 milioni in Italia, YouTube il miliardo di cui 24 milioni in Italia, Instagram i 700 milioni di cui 14 in Italia) e così settorializzata, i giochi solo lì diventano interessanti. Un gruppo di clienti, o potenziali tali, di fatto garantiscono la propria profilazione perfetta – sesso, età, nazionalità, gusti, scelte di vita, possibilità economiche – in cambio di un premio. Con tutte le possibilità che ogni brand anni fa solo sognava di poter lavorare in una sorta di “Eden del marketing”: la conoscenza totale del proprio mercato.

Ma organizzare un contest non è semplice: come ovunque nel mondo dei social esistono regole di interazione, e come ovunque nel mondo del commercio esistono incasellamenti burocratici.

Quali sono le normative che regolamentano la voglia di giocare degli utenti? Cosa va comunicato alla Camera di Commercio? Esiste un budget da garantire o comunicare? Cosa si può fare con i dati personali degli utenti, utili a una profilazione pressoché perfetta della clientela per scopi commerciali o di targeting delle ulteriori promozioni? Quali premi sono da ritenersi giusti e quali sbagliati perché farebbero scivolare l’attenzione che ha creato engagement solo sul premio e non più sul brand? E, soprattutto: qual è il contest giusto?

Bubble lavora nel settore da anni, e da anni studia il fenomeno. Così come da anni la sua équipe, di web designer e graphic designer, di social media manager, web marketing manager e col supporto di avvocati specializzati, lavora a contest che contemporaneamente creino il senso di comunità tanto importante per un marchio oggi e garantiscano la migliore visibilità del contest. Una regola chiave, e in agenzia la conosciamo, è: non sempre la massima visibilità coincide con la migliore.

Come sempre accade, e come spesso abbiamo detto, non è necessario rivolgersi a un’agenzia.

Potete rivolgervi al vostro avvocato, sperando che abbia studiato la normativa; prepararvi a due giri in Camera di Commercio, magari inviando qualcuno che in ufficio non è occupato; sperare che il contest da voi studiato ottenga attenzione, o vi trovereste nel piccolo imbarazzo di premiare uno dei tre partecipanti; indovinare il premio giusto; incrociare le dita.

O potete fare una chiamata alla vostra agenzia di fiducia, e poi dedicarvi, come vi compete, a ciò che sapete far meglio.

Che non deve essere un gioco da ragazzi, e lo sapete; come noi conosciamo bene il nostro.

Creare una comunità, sviluppare automaticamente attenzione garantendo premi, stimolare l’engagement e la brand awareness… tutto in una mossa sola?

Il contest è lo strumento che fa per voi. Poche regole, chiare, cautela con alcuni elementi, un piccolo budget a disposizione e un’agenzia che ne sfrutti tutte le potenzialità.

Per ottenere il sogno di ogni ufficio marketing: la profilazione perfetta del cliente.

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