0%

Gli inglesi, l’ascensore e Despacito

Un paio di settimane fa ero a Londra per seguire un seminario. Il seminario durava tre giorni, i tre giorni centrali dei cinque in cui ho soggiornato in un appartamento in Caledonian Road; il primo e l’ultimo giorno li ho utilizzati per passare del tempo alla Tate e alla National Gallery, gironzolare per Londra, guardare la differenza tra loro e noi.

Leggi tuttoGli inglesi, l’ascensore e Despacito

La quiete dopo la tempesta

Mettiamo che un giorno andiate a fare una gita al largo su una barca con un amico. Era da tempo che vi volevate concedere una possibilità del genere; avete controllato tasche e calendario, avete studiato le condizioni meteo e avete deciso che sì, alla fine qualche rischio si corre, ma il gioco – si sa – vale la candela.

Leggi tuttoLa quiete dopo la tempesta

I tre motivi per i quali dovreste assumere vostro nipote

Una delle risposte che ci sentiamo più spesso dare in agenzia è: Questo servizio non mi serve, ci pensa mio nipote che è bravo a usare il computer.

Dopo averci tanto riflettuto, soprattutto in questi ultimi giorni di gran caldo, abbiamo valutato che sì, effettivamente la cosa ha un senso; e quindi ecco le tre motivazioni sensate per cui è giusto che il lavoro lo faccia lui.

Leggi tuttoI tre motivi per i quali dovreste assumere vostro nipote

Le 8 leggi dello storytelling #8: articolazione.

Abbiamo fatto un percorso di otto passi nei quali abbiamo cercato di tracciare una mappa dello storytelling. Le sette precedenti norme erano interne: volte, cioè, a creare una sorta di struttura intorno alla quale il vostro storytelling può dirsi efficace. Le ricordiamo rapidamente: abbiamo chiesto coerenza, credibilità, inventiva, professionalità, flessibilità e perseveranza e perfino che ci dessero dei biscotti.

Ora l’ultimo punto riguarda l’articolazione, e di tutti è forse il più semplice da capire.

Leggi tuttoLe 8 leggi dello storytelling #8: articolazione.

Le 8 leggi dello storytelling #7: biscotti.

Abbiamo finora trattato sei leggi dello storytelling. Ricapitoliamo: abbiamo parlato di coerenza, credibilità, inventiva, professionalità, flessibilità e perseveranza.

Finora siamo stati sul concetto, cercando di capire non tanto come articolare una campagna – non è còmpito di questi post ma di un’agenzia – quanto di trovare una serie di elementi indefettibili, senza i quali cioè la campagna non può giudicarsi ben studiata. Ma ora parliamo di cose pratiche. Parliamo di biscotti.

Leggi tuttoLe 8 leggi dello storytelling #7: biscotti.

Le 8 leggi dello storytelling #6: perseveranza.

La legge che aggiungiamo oggi è in voluto contrasto con quella della volta scorsa. Perché?

Perché le leggi che diamo, immaginatevele come tiranti di un unico tendone. Il tendone si chiama: reputazione. La reputazione è largamente sottovalutata, ed è tanto sottovalutata che qualcuno la supervaluta, in una sorta di meccanismo compensatorio. Facciamo un esempio immediato: se ho un ristorante meraviglioso e qualcuno mi lascia una recensione negativa su TripAdvisor, correre ai ripari è da mentecatti, e conferma solo la nostra

Leggi tuttoLe 8 leggi dello storytelling #6: perseveranza.

Le 8 leggi dello storytelling #5: flessibilità.

Quella che declino oggi è una regola base per quanto riguarda l’intera comunicazione umana, e non solo per lo storytelling.
Molto spesso si crede che all’interno di una rete sia l’elemento più forte quello che può spadroneggiare. Quello che di fatto detiene gli elementi più in vista all’interno di un nucleo di individui: il potere, il denaro, il successo, la bellezza, il carisma. Ma se questo non è vero, e non è vero, è perché la flessibilità è un valore cardine del comportamento e delle relazioni umane. In un sistema l’elemento che sopravvive non è il più forte, perché se cambiano le condizioni tutto ciò su cui questa forza si basava sopraggiunge la debolezza: il politico può non esser rieletto, il ricco si può impoverire, il

Leggi tuttoLe 8 leggi dello storytelling #5: flessibilità.